♡ Frida Giannini

Stilista e icona di stile
 «devi essere flessibile, ma anche ricordarti che rappresenti un marchio» 
 In un post precedente avevo riportato un'interessante intervista a Diane von Furstenberg, questa volta tocca a Frida Giannini che è nata nel ’72 e dal 2006 è direttore creativo di un marchio sempre più internazionale.
Tra 90 anni come ci vestiremo?
Immagino una divisa ecofriendly, un po’ da Star Trek. Forse con il cambio di clima ci saranno meno stagioni e quindi avremo un’unica collezione.

 Che senso ha il logo nel 2011?
Per noi ha la stessa forza di quando è stato creato da Guccio Gucci nel 1921.
Ci sono mercati più sensibili di altri, ma è ancora richiestissimo.

 Ci sono donne che non vorrebbe mai vedere con i suoi vestiti?
Tantissime!

 Cosa cambia nella vita delle persone quando diventano famose?
Qualcuno perde il contatto con la realtà, altri hanno felicemente i piedi per terra.
 Dipende dai valori che hai.

Che cosa è cambiato nella sua?
Poco spazio alla vita privata, ma quando sono a Roma organizzo ancora la cenetta con le tre amiche del liceo. E domenica, pranzo con i genitori e lanonna. Sono quella che ero.

 Cosa sanno fare gli artigiani fiorentini che i cinesi non potranno mai emulare?
Novant’anni non si emulano in un giorno! Tradizione e qualità tramandate da generazioni sono una forte expertise, prima o poi ce la faranno, ma attualmente
il prodotto toscano, la pelletteria, e quello cinese sono due mondi lontani e anche la persona più sprovveduta può riconoscere la differenza.

Uno film che l’ha ispirata?
Mia madre mi ossessionava con Colazione da Tiffany. Le regole di stile e l’eleganza di Audrey Hepburn erano incredibili.

 Qual è la sottile linea tra dignità e libertà?
Una non prescinde dall’altra. Ma le ragazze dell’Est costrette a prostituirsi hanno più dignità di chi, senza aguzzini, è abbagliato da falsi miti e denaro facile.

 Tre aggettivi per Gucci secondo Frida Giannini?
Iconico, sensuale, hollywoodiano.

 Le donne devono per forza essere sexy?
È più un’attitudine che un vestito. Come parli e ti poni.
Puoi essere più sensuale con dei pantaloni che con un abito con le tette fuori.

Cosa pensa quando vede giovani donne concedersi ad anziani per soldi, poi spesi in vestiti firmati?
Mi viene il vomito.

Cos’è l’eleganza?
Un’altra attitudine che non si insegna o impara. Puoi affinarla, ma se non ce l’hai nel dna...
Ci sono rampolle di casati pazzeschi che hanno sensualità ed
eleganza zero e ragazze di famiglie normalissime eleganti con una camicia bianca e i jeans.

 La sua madeleine olfattiva?
Il sandalo e il patchouli, che ritrovo nelle candele in ufficio o nelle nostre fragranze.
Prima usavo Quercus di Penhaligon’s.

 Parola più amata?
Rock’n’roll.

 E quella che proprio non sopporta?
Escort. È uno pseudonimo gentile per descrive qualcosa che di gentile e nobile ha poco.
I soliti anglicismi, a casa mia si chiamano prostitute.

Cosa conta di più nella vita?
Gli affetti.

E cosa meno?
Le relazioni finte, spesso per lavoro sono a cena con persone che non mi interessano,
di una noia mortale. Non mi lasciano niente anche se si tratta di celebrità.

La donna che l’ha colpita di più?
Madonna, un mito. A 15 anni avevo guanti e pizzi, la mia anima rock’n’roll è venuta fuori grazie a lei. Si fa tanto rumore per Lady Gaga, ma non è la nuova
Madonna. Lei senza sapere cantare e ballando è riuscita a conquistare il pianeta. È molto intelligente, ha una fortissima personalità, non sempre facile, ma
da un incontro con lei esci stordita.

 L’incontro che le ha cambiato la vita?
Una brutta malattia che ho sconfitto l’anno scorso. Pensavo non mi sarebbe mai successo, ma sono riuscita ad affrontarla prima, durante e dopo.
È stato l’incontro peggiore, ma mi ha dato una visione della vita e dei rapporti molto diversa.
Prima ero permissiva, oggi ho sintetizzato tutto.

Cos’è il cattivo gusto?
La mancanza di buon senso, proporzioni e limiti.

 E la bellezza?
Una mattinata di primavera con la luce di Roma.

 Si può ancora inventare qualcosa nella moda?
Sì, con le nuove tecnologie, materiali impensabili trent’anni fa, fibre ecosostenibili.
Mentre la rivoluzione nel costume l’hanno fatta Coco Chanel, con i
pantaloni per la donna, e Yves Saint Laurent, con il tuxedo.

 Teme le rughe?
Altroché! Ma mia madre ha 65 anni, non ha mai fatto nulla ed è bellissima.
Non nego che se c’è una crema miracolosa vado a comprarla. Ma sono morta di paura per il
mio intervento, non so se avrei la forza di affrontarne uno per bellezza. Comunque mi piaccio di più ora di quando avevo 20 anni, anche con qualche rughetta
e un po’ “secchetta”...

 Come fa a rimanere così magra?
Lo ero di costituzione e ho fatto tanto sport. Oggi non ho il metabolismo di una trentenne, ma faccio ginnastica e sto attenta, non amo le schifezze, dolci,
fritti, latticini.

 Essere belle è un dono o anche un problema?
Mi sono sempre ritenuta una ragazza interessante, mai bella.
Ho avuto dei complessi: poco seno, labbro inesistente...
Facendo questo lavoro sto più attenta a
truccarmi e a pettinarmi ed essere
fotogenici aiuta.

 Il più bel regalo che le hanno mai fatto?
L’anello di fidanzamento. Lo guardo e mi rilasso. 

 La sua fragilità?
Il perfezionismo e il controllo di ogni cosa anche se ho imparato a delegare.
 Ho una passione invadente per il mio lavoro e il Blackberry è una
comodità/dipendenza, ogni tanto devo fermarmi.

Con lei Gucci è diventato romano?
Direi di no. Gucci è strano: ha un passato fiorentino e un presente internazionale.
 Aver spostato l’ufficio stile a Roma non ha cambiato nulla perché
l’interesse primario è creare per tutto il mondo.

Perché Milano-Roma sono sempre antagoniste?
Non l’ho mai capito, sono città non paragonabili. Roma ha vissuto i fasti dell’alta moda negli anni 60 e 70, Milano è la capitale della moda, ma va aiutata
sennò ci tolgono anche quella.

Qual è il segno Frida nella moda?
Forse un ruolo pioniere nel trasformare questo lavoro, fa cendolo scendere dall’Olimpo.
 Avere doti manageriali e una visione a 360 gradi su quello che
succede nel mondo e nei mercati. All’inizio sono stata criticata per certe collezioni troppo commerciali, ma non l’ho vissuta male perché il mio lavoro è far
funzionare un’azienda, far sì che anche in periodi di crisi non si licenzi nessuno.

Ci sono troppi stilisti uomini?
Era un retaggio del passato. Ora Phoebe Philo per Céline, Stella McCartney e Sarah Burton da Alexander McQueen sono nomi eccellenti che fanno moda come i
colleghi uomini.

La canzone più romantica?
Every breath you take, Police.

 Perché non ci sono più frontiere e la moda entra nel cinema e in altri mondi?
È sempre stato così. Coco Chanel faceva parte di movimenti culturali ed artistici e così Yves Saint Laurent. Nel cinema i costumisti erano designer.

 Chi è rivoluzionario oggi?
Julian Assange. Nella moda l’ultimo è stato Alexander McQueen che, ahimé, ci ha lasciato.

 Essere bionde è una categoria dello spirito?
Sì. Io non sono naturale. Mamma e nonna sono bionde con gli occhi azzurri, mio padre, che è un abruzzese scuro, ha contaminato i colori. A 16 anni sono
diventata bionda per sempre.

 È innamorata?
Sì!☺

 

Beauty is very subjective and personal, and I believe that when something gives pleasure to your eyes and to your soul… well, that’s beautiful.

Frida Giannini

9 commenti:

Lilli ha detto...

Mi piace molto lei, bel posto!:) Baci! xoxo

Giulia Coricciati ha detto...

@Lilli sempre gentilissima <3

Sabrina ha detto...

Gran donna con un lavoro stupendo>!

http://myvanitydreams.blogspot.com

Eva ha detto...

Condivido la sua definizione di eleganza. Baci

k come karolina ha detto...

oh so cool!



xoxo from rome
K.
kcomekarolina.com

Brigitta ha detto...

L'ntervista mi piace molto, e adoro il modo in cui esponi ogni tuo post! si vede la tua passione. ti seguo

Giulia Coricciati ha detto...

Ogni vostro commento fà sempre piacere ;)

Ludo ha detto...

IO stimo Frida e ti asicuro vederla dal vivo fà ancora più effetto!!

CoffeeBlooms ha detto...

bell'intervista!